giovedì 23 dicembre 2010

Incontri con il vino

Terza Lezione
"La serata è iniziata con Alberto che ci ha aiutati a ricordare le fasi iniziali della degustazione e dell'analisi organolettica: l'esame visivo e l'esame olfattivo

Alberto ci ha fatto comprendere che un vino proveniente dallo stesso vitigno, come ad esempio il Dolcetto (in Piemonte ce ne sono 7 diversi), assume caratteristiche differenti in funzione della zona geografica dalla quale proviene e questo aiuta il degustatore a meglio identificarle:

Dolcetto di Ovada = proviene da una zona più vicina al mare e questo lo fa diventare più leggero e sapido
Dolcetto Monregalese = proviene da zone di montagna e questo ne accentua il corpo
Dolcetto di Alba = proviene da una zona geografica di mezzo e le sue caratteristiche sono mediate tra quelle degli altri dolcetti.

Siamo poi entrati a fondo nell'esame 
OLFATTIVO o meglio GUSTOLFATTIVO (ricordiamoci del primo impatto fatto con l'esame "premier nez" e poi, dopo una rotazione data al bicchiere che fa uscire dal vino le sostanze volatili, dell'esame approfondito "deuxiem nez")

La sensibilità dell'olfatto può essere influenzata dallo stato psicofisico del soggetto e da fattori nervosi ed umorali.

Esistono diverse categorie di profumi:

- Profumi 
PRIMARVARIETALI

Sono gli aromi caratteristici di alcunie varietà di vitigni che sono detti 
aromatici (ad es. uve moscato o uve malvasia)

Bisogna ricordare che il 
vino aromatico (naturale) è differente dal vino aromatizzato (vino speciale cui si aggiungono zucchero o aromi  come l'assenzio ed altri)

- Profumi 
SECONDARI  o di FERMENTAZIONE

Sono aromi generati da sostanze che non provengono direttamente dall'uva ma che sono formati dai lieviti nel corso della fermentazione

-Profumi 
TERZIARI  o di INVECCHIAMENTO

Sono aromi generati da fenomeni complessi che si svolgono nell'invecchiamento e originati dal legno delle botti


Nella valutazione dell'aroma vanno definite e "pesate":
Intensità del profumo (sincronica) che ha peso = 1Complessità del profumo (diacronica) che ha peso = 2Qualità del profumo che ha peso = 3


Alberto ci ha poi iniziato a parlare dell'
ESAME GUSTATIVO

La nostra bocca è in grado di percepire 4 sapori: 
SALATODOLCEACIDO ed AMARO

Fisiologi giasponesi hanno postulato l'esistenza di un quinto sapore chiamato "UMAMI"

I recettori degli stimoli gustativi sono sparsi irregolarmente in tutta la cavità boccale e raggruppati in maggioranza su protuberanze della lingue dette 
PAPILLE

Le papille sono di 3 tipi: FUNGIFORMI (dolce), FILIFORMI (consistenza) e CALICEFORMI

Sulla punta della lingua sono raggruppate le papille che percepiscono il DOLCE, sui bordi si trovano quelle per le sensazioni di SALATO ed ACIDO e quelle presenti sul fondo ricevono l'AMARO, che è l'ultimo gusto a venir percepito ed è il più persistente.

La sensibilità gustativa varia con il variare della 
TEMPERATURA.

In particolare:

- la percezione del 
dolce aumenta con l'aumentare della temperatura (un moscato "caldo" diventa troppo dolce)
- la percezione del 
salato e dell'amaro aumenta con il diminuire della temperatura
- la percezione dell'
acido  è indifferente alla temperatura

Esistono poi 4 tipi di 
SENSAZIONI CHIMICO/TATTILI
 
  1. Termico Calorica = i 4 sapori fondamentali lagati alla temperatura
  2. Pseudo Calorica = sensazione di calore lagata all'alcol
  3. Astringente = sensazione di secchezza e rugosità legate alla presenza di tannino
  4. Pungente = sensazione legata alla presenza di CO2 frizzante


Una altra caratteristica importante in un vino è l'EQUILIBRIO: giusta sensazione tra le parti "morbide" e quelle "dure" presenti

Alberto ci ha poi guidati nella degustazione di 3 vini: Vermentino di SardegnaFive Roses (Leone De Castris) Dolcetto d'Alba

....e ci ha lasciati con il "compito" di compilare la scheda di valutazione per 2 di questi vini"


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