domenica 30 gennaio 2011

Seychelles


http://www.lookfordiagnosis.com

Un viaggio

Un viaggio non inizia nel momento in cui partiamo nè finisce nel momento in cui raggiungiamo la meta. In realtà comincia molto prima e non finisce mai, dato che il nastro dei ricordi continua a scorrerci dentro anche dopo che ci siamo fermati.
E' il virus del viaggio, malattia sostanzialmente incurabile.

( R. Kapuscinski)

sabato 29 gennaio 2011

giovedì 27 gennaio 2011

GIORNATA DELLA MEMORIA

Si deve diventare un'altra volta così semplici e senza parole come il grano che cresce, o la pioggia che cade.Si deve semplicemente essere.

( Hetty Hillesum )

Australia Twelve Apostles


Fonte: National Geographic

mercoledì 26 gennaio 2011

sabato 22 gennaio 2011

venerdì 21 gennaio 2011

giovedì 20 gennaio 2011

mercoledì 19 gennaio 2011

Sappiatevi allontanare, perchè ogni volta che tornerete al vostro lavoro, il vostro giudizio sarà più sicuro.

( Leonardo da Vinci )

Spagna Galizia


(by Roby)

lunedì 17 gennaio 2011

Quando

Quando si è cercato dappertutto, senza trovare nulla, la soluzione dev'essere là dove si è dimenticato di cercare.

( P. Daco )

Bali Sanur Beach


Fonte (National Geographic)

sabato 15 gennaio 2011

Se

Se vuoi eleminare una nube nella tua vita, non devi attribuirle tanta importanza,
ma semplicemente rilassarti ed eliminarla dai tuoi pensieri.

( R. Bach )

Egypt Bahariya Oasis Rock Formation


Fonte (National Geographic)

venerdì 14 gennaio 2011

giovedì 13 gennaio 2011

Un atteggiamento

Evitate di assumere un atteggiamento negativo di fronte alla vita.
Perchè guardare nelle fogne mentre c'è tanta bellezza intorno a noi ?
Guardate soltanto il bene in tutte le cose, allora assorbirete le qualità della bellezza.

( P. Yogananda )

Italia Val d'Orcia





(By Roby)

martedì 11 gennaio 2011

lunedì 10 gennaio 2011

venerdì 7 gennaio 2011

Afghanistan Kabul Market


Fonte (National Geographic)

Incontri con il vino

Quinta lezione
L'ultima serata della piacevolissima serie di incontri per aspiranti degustatori è stata dedicata da Alberto all'analisi delle informazioni presenti sull'etichetta dei vini ed in particolare alla CLASSIFICAZIONE DEI VINI.

La Classificazione dei vini ha origini antichissime, in quanto le prime indicazioni risalgono ai Sumeri.

Gli antichi latini amavano il vino e come riferimento alle regole di Classificazione se ne ricorda una risalente ai tempi dell'Imperatore Diocleziano del 92 d.C.

La Classificazione dei Vini è regolata im Italia dalla Legge N. 116 del 1963

I vini si classificano in :
 
  • Vini da Tavola (VDT
Questa categoria identifica i vini, con una gradazione alcololica di almeno 9%, prodotti con uve autorizzate (Vitis Vinifera Europea), senza dover rispettare particolari disciplinari di produzione; solitamente si tratta dei vini da tavola "veri e propri", cioè quelli generici di qualità più modesta, che possono riportare sull'etichetta la sola indicazione "Vino da tavola" ed il nome o la ragione sociale dell'imbottigliatore; facoltativamente possono riportare l'indicazione del colore (bianco, rosato, rosso), ma non i vitigni utilizzati o l'anno di produzione.La dicitura vino da tavola non è sempre sinonimo di "scarsa" qualità ma semplicemente di non appartenenza ad alcun disciplinare di produzione. Non è quindi raro trovare vini da tavola di grande qualità e prestigio.



  • Vini da Tavola con Indicazione Geografica Tipica (IGT)

    Per indicazione geografica tipica dei vini si intende il nome geografico di una zona utilizzato per designare il prodotto che ne deriva.
    Questa categoria comprende i vini da tavola prodotti in determinate regioni o aree geografiche (autorizzate per legge), 
    talvolta secondo un generico disciplinare di produzione Questi Vini possono riportare sull'etichetta, oltre all'indicazione del colore, anche l'indicazione del o dei vitigni utilizzati e l'annata di raccolta delle uve.

    La menzione IGT può essere sostituita dalla menzione 
    Vin du Pays per i vini prodotti in Valle d'Aosta, e dalla menzione Landwein per i vini prodotti nella Provincia di Bolzano.

    Generalmente in questa categoria rientrano i vini da tavola di qualità più elevata.

È importante precisare che nelle due categorie sopra descritte si possono trovare anche vini di elevatissima qualità. 
La loro collocazione tra i VDT o tra gli IGT è dovuta sia a scelte commerciali, sia all'impossibilità, per la loro composizione (vitigni utilizzati), di rientrare nei disciplinari dei vini di qualità delle zone di produzione.


  • Vini di Qualità Prodotti in Regione Determinata (VQPRD) tra questi ci sono quelli a Denominazione di Origine Controllata (DOC) e quelli a Denominazione di Origina Controllata e Garantita (DOCG)
DOC 
La categoria dei vini DOC comprende i vini prodotti in determinate zone geografiche nel rispetto di uno specifico disciplinare di produzione (approvato con decreto ministeriale).
Tali vini, prima di essere messi in commercio, devono essere sottoposti in fase di produzione ad una preliminare analisi chimico-fisica e ad un esame organolettico che certifichi il rispetto dei requisiti previsti dal disciplinare. Il mancato rispetto dei requisiti ne impedisce la messa in commercio con la dicitura DOC.

Il primo passo per arrivare a poter commercializze un vino con la qualifica DOC, è quello di
iscrivere il terreno ed il vigneto all'Albo dei Vigneti del Comune di appartenenza.

Va poi presentata al Comune la 
"Denuncia delle uve prodotte" e la "Resa dell'uva in vino" che in percentuale deve essere quella prevista dal Disciplinare di Produzione con al massimo una varianza del 10%.

Il Vino va poi presentato alla 
Commissione di degustazione per i Vini DOC (composta da 5 persone)che svolge l'esame organolettico necessario per la commercializzazione con la dicitura DOC e che può giudicare il vino: idoneo, rivedibile, non-idoneo.

Se un vino DOC viene giudicato rivedibile per 2 volte consecutive, viene declassato a IGT
DOCG

La categoria dei vini DOCG comprende i vini prodotti in determinate zone geografiche nel rispetto di uno specifico disciplinare di produzione (approvato con decreto ministeriale).
Le DOCG sono riservate ai vini già riconosciuti DOC da almeno cinque anni, che siano ritenuti di particolare pregio, in relazione alle caratteristiche qualitative intrinseche, rispetto alla media di quelle degli analoghi vini così classificati, per effetto dell'incidenza di tradizionali fattori naturali, umani e storici e che abbiano acquisito rinomanza e valorizzazione commerciale a livello nazionale ed internazionale.

Al momento esistono in Italia 50 etichette DOCG che, nel rispetto dei parametri necessari a fregiarsi della qualifica, sono troppe



Alcuni dei vini DOC e DOCG possono anche fregiarsi delle diciture 
"Classico", "Riserva" o "Superiore":
 
  • La specificazione "Classico" indica un vino prodotto in una zona di origine più antica nell'ambito della stessa DOCG o DOC.
  • La qualificazione di "Riserva" è attribuita ai vini che vengono sottoposti ad un periodo di invecchiamento più lungo rispetto a quello previsto dal disciplinare.
  • La dicitura "Superiore" è attribuita ai vini che hanno una gradazione alcolica più elevata rispetto a quella prevista dal disciplinare


 
  • VINI SPECIALI Rientrano in questa categoria i vini aromatizzati, i liquorosi, le mistelle e gli  spumanti che hanno trovato regolamentazione con il D.P.R. n. 162 del 1965.





La saggezza

La saggezza non si riceve, bisogna scoprirla da sè dopo un percorso che nessuno può fare per noi, nè può risparmiarci, perchè è un modo di vedere le cose.

( M. Proust )

mercoledì 5 gennaio 2011

Quando...

Quando avranno inquinato l'ultimo fiume,
abbattuto l'ultimo albero,
preso l'ultimo bisonte,
pescato l'ultimo pesce,
solo allora si accorgeranno di non poter mangiare il denaro accumulato nelle loro banche.

( Tatanga Jota - Toro Seduto )

lunedì 3 gennaio 2011

New Zeland Tutukaka Coast


Fonte (National Geographic)

Incontri con il vino

Quarta Lezione


"BOLLICINE per la penultima serata (il tempo è davvero volato) dei nostri incontri dedicata ai VINI SPECIALI
 

Prima di entrare nel tema della serata, Alberto, rispondendo ad una domanda, ci ha fatto sapere che in Italia esiste un solo vitigno con radice completamente originale del nostro paese: si trova in Valle d'Aosta a Morgex e dà vita ad un 
Blanc de Morgex, vino di non eccelsa qualità.

La presenza di questo unico vitigno "originale italiano" è legata al fatto che è stao l'unico a non essere stato attaccato dall'epidemia di 
FILLOSSERA, che, nei decenni a cavallo fra 1800 e 1900 ha colpito la maggior parte dei vitigni nazionali ed europei, mettendo in ginocchio la viticoltura di tutto il continente.
 
La fillossera è un microscopico parassita che attacca le radici delle viti, impedendo alle piante di assorbire le sostanze nutrienti del terreno.

È di origine americana e per questo le viti d'oltre Atlantico sono immuni dai suoi attacchi.

La soluzione del problema è stata l'introduzione della pratica, poi diventata costante, di innestare le varietà italiane su radici americane.

Altra curiosità è che la vita media di una vite è di 40/50 anni, ma il periodo migliore per la vinificazione è tra i 5 ed i 15 anni.

Il "progetto di costruzione"di un vino dura mediamente 10 anni, anche se dopo i primi 3 anni si può ottenere il "primo vino" che va però "accudito, fatto crescere e migliorato" di anno in anno, fino a raggiungere la maturazione completa.

Ed ecco i VINI SPECIALI

Sono quelli che, dopo il processo di vinificazione e prima di essere immessi al consumo, vengono sottoposti ad ulteriori interventi tecnici o all'aggiunta di altri componenti (zucchero, alcol, essenze,...).

I vini speciali sono:
 
  • VINO LIQUOROSO

    I vini liquorosi o vini fortificati sono quei vini prodotti utilizzando un vino base (di gradazione alcolica non inferiore a 12%) addizionato di 
    MISTELLA (mosto al quale è stata bloccata la fermentazione mediante aggiunta di alcol), alcol, acquavite di vino o mosto concentrato (mosto parzialmente disidratato), al fine di aumentarne la gradazione alcolica fino a 15% - 22%.

    Tra i più famosi vini liquorosi c'è il 
    MARSALA che è ottenuto aggiungendo alcol al vino (principalmente dai vitigni Grillo, Inzolia e Cataratto, provenienti dalla Provincia di Trapani, con l'eccezione del comune di Alcamo,che produce il "Bianco d'Alcamo")

    Anni fa il nome Marsala era legato a bevande prodotte con l'aggiunta di componenti che generavano il "Marsala all'uovo", il "Marsala alla Liquirizia" ed altri.

    Ora la legislatura riserva il nome Marsala al vino liquoroso e le miscele preparate con aggiunte varie hanno dovuto cambiare nome  (vecchio Marsala all'uovo = Cremovo)

    Il Marsala può essere secco, semisecco o dolce, e a seconda dell'invecchiamento
    • Fine (1 anno)
    • Superiore (2 anni)
    • Superiore Riserva (4 anni)
    • Vergine o Soleras (5 anni)
    • Vergine o Soleras Stravecchio o Riserva (10 anni) 



         Si arriva ad avere Marsala di 25 anni, che sono in realtà miscele Marsala di cui il più vecchio ha 25 anni

 
  • VINO AROMATIZZATO
    I vini aromatizzati sono i vini speciali di gradazione alcolica non inferiore al 16 % e non superiore al 21 % in volume, costituiti in prevalenza da un vino addizionato di alcol, zucchero, essenze (principalmente amare o aromatiche) tali da conferire al prodotto particolari odori e sapori estranei al vino.

    Tra i vini aromatizzati più famosi ci sono il 
    VERMOUTH (Vino bianco con aggiunta di ASSENZIO) ed il BAROLO CHINATO (Barolo con aggiunta di corteccia di China ed altre piante officinali)
  • VINO SPUMANTEI vini Spumanti sono vini ai quali, in seguito ad una vinificazione tradizionale come per un normale vino bianco, viene aggiunto il cosiddetto Liquer de Tirage ovvero lieviti, monosaccaridi (zucchero di canna) e minerali, al fine di provocare una RIFERMENTAZIONE.
Sono caratterizzati, all'apertura della bottiglia, dalla produzione di spuma, dovuta alla presenza all'interno della stessa di anidride carbonica, non aggiunta dall'esterno ma prodotta per fermentazione.

All'atto dell'apertura della bottiglia il prodotto all'interno deve avere una sovrappressione non inferiore a 3,5 bar ad una temperatura ambiente di 20 °C

La rifermentazione può avvenire in bottiglia (
METODO CHAMPENOISE o CLASSICO) o in autoclave (METODO CHARMAT o MARTINOTTI)



Il 
METODO CLASSICO prevede che dopo aver inserito il liqueur de tirage si passi attraverso le seguenti fasi:ImbottigliamentoDopo aver inserito i lieviti il vino viene imbottigliato nelle champagnotte sigillate con il tappo a corona (quello della birra); sotto il tappo si trova la bidule, un cilindro di plastica dove si accumulano le fecce.Presa di spuma (prise de mousse)

E' il procedimento che porta il vino a diventare frizzante. Le bottiglie vengono così accatastate orizzontali, in cantine dove umidità e temperatura sono costanti e si è in assenza di vibrazioni, odori e rumori, oltre ad una luce scarsa. La luce, infatti, potrebbe provocare l'ossidazione del vino: per questo il vetro delle bottiglie è scuro.

I lieviti trasformano gli zuccheri in alcol etilico ed anidride carbonica che questa volta non potendo fuoriuscire si discioglie nel vino; inoltre i lieviti arricchiscono il vino di aromi e sapori.
Affinamento sui lievitiDopo circa sei mesi lo zucchero si è completamente trasformato in anidride carbonica ed alcool.

Per fare ciò l'affinamento deve essere lungo e lento in modo da formare bollicine persistenti, numerose e dalla grana fine. Infatti, molti disciplinari di produzione prevedono periodi di affinamento dai 18 mesi per i non millesimati e fino ai 48 dei millesimati (mille giorni).

Durante questo periodo le bottiglie subiscono una o due volte il "coupe de poignèe" (o sbancamento), che consiste nel dare una scossa alla bottiglia per evitare che la feccia, cioè il residuo dei lieviti morti, si attacchi sulle pareti del vetro.
Remuage 


Finito l'affinamento sui lieviti le bottiglie vengono poste su appositi cavalletti, le pupitres, sui quali sono ruotate giornalmente di 1/8 di giro ed inclinate periodicamente per veicolare le fecce verso il collo della bottiglia entro 1-2 mesi; alla fine di questo periodo le bottiglie si troveranno in posizione quasi verticale.


Questa rotazione chiamata "remuage" è praticata da operai specializzati (ruotano circa 15.000/20.000 bottiglie al giorno)
Sboccatura (dégorgement)Arriva il momento per lo spumante di essere messo in commercio, e per questo viene effettuata la sboccatura odégorgement. Quando non vi erano ancora i moderni macchinari, il tecnico di cantina effettuava il dégorgement à la volée, ovvero stappava la bottiglia da dove, per effetto della sovrapressione, schizzava fuori il residuo in fecce formatosi sotto il tappo; poi prontamente ritappava la bottiglia. Oggi esistono macchinari che immergono il collo della bottiglia in una soluzione di acqua e glicole propilenico(atossico) ad una temperatura di -25/-30 °C per 12-15 minuti in modo tale da ghiacciare lo spumante solo del collo della bottiglia che ingloba anche le fecce. Una volta aperta, sempre per effetto della pressione, il cilindretto di ghiaccio viene espulso.
Dosaggio

Dopo la sboccatura bisogna rincalzare la bottiglia con ulteriore liquido, 
la liqueur d'expédition sciroppo di dosaggio, la cui ricetta è proprietà di ogni produttore.
Lo sciroppo di dosaggio può contenere dello zucchero, un po' di vino anche passato in barrique o del distillato o acquavite. Con tale passaggio l'azienda produttrice dà una "impronta" allo spumante caratterizzandone il gusto attraverso gli anni.

Se si rabbocca solo con spumante preso da altre bottiglie della stessa 
cuvée non viene effetuato il dosaggio, perciò avremo un prodotto denominato pas dosé

La quantità di zucchero del composto determina le caratteristiche e la denominazione dello spumante secondo questa tabella:

 
Denominazione
Residuo
zuccherino (g/l)
  • Dosage zero 
  • Extra brut 
  • Brut 
  • Extra - dry 
  • Dry o sec 
  • Demi-sec o Abboccato 
  • Doux o dolce 
  • < 3 
  • 0-6 
  • < 15 
  • 12-20
  • 17-35
  • 33- 50 
  • > 50 

Tappatura 

Lo spumante viene chiuso con il tradizionale tappo a fungo e con una gabbietta metallica che evita che il tappo, sottoposto a una pressione di 6 atmosfere, fuoriesca.

Negli Spumanti prodotti con il metodo classico prevalgono i 
"Profumi Terziari"


Il 
METODO CHARMAT o MARTINOTTIIl metodo è stato inventato dal Casalese Federico Martinotti negli anni 20 ed è stato poi adottato dal francese Charmat, da cui il doppio nome.

Il metodo prevede una seconda fermentazione del vino in grandi contenitori, di solito in acciaio, presurizzati, chiamati 
AUTOCLAVI, che normalmente hanno una capacità pari a quella di 7.500 bottiglie.


Come per il metodo classico l'enologo stabilisce un assemblaggio con i vini a disposizione, il vino viene chiarificato o a bassa temperatura o filtrato con filtri particolari ed è pronto per essere messo nelle autoclavi dove è stata preparata la base dei lieviti selezionati con aggiunta di zuccheri e di sali minerali per favorirne l'attività.


La fermentazione che si svolge è rapida, in genere intorno agli 
80/90 giorni (30 se l'autoclave è dotata di agitatori); una qualità migliore si ottiene prolungando tale periodo di permanenza sui lieviti.

Negli Spumanti prodotti con il metodo Charmat prevalgono i 
"Profumi Primari"



La felicità

La felicità non dipende da quello che ci manca, ma dal buon uso che facciamo di quello che abbiamo.

( T. Handy )

domenica 2 gennaio 2011

Zanzibar


By Roby

Alessandria d'Egitto

Attentato alla Chiesa dei Santi - esplode la rabbia dei Cristiani che si scontrano con i Mussulmani nelle vie adiacenti la chiesa

Tra vent'anni

Tra vent'anni sarete più delusi per le cose che non avete fatto che per quelle che avete fatto. Quindi mollate le cime. Allontanatevi dal porto sicuro.Prendete con le vostre vele i venti.Esplorate. Sognate.Scoprite.


( Mark Twain )